ALIMENTAZIONE E SOCIETÀ
Alimentarsi è per l’uomo una necessità fondamentale, che nel corso
dei secoli, si è arricchita di nuovi significati, infatti da
strumento di lotta per la sopravvivenza tipico dell’uomo
primitivo, grazie al processo di civilizzazione, si è passati ad
una situazione in cui la ricerca del cibo è legata spesso a
variabili socio-economiche, culturali, religiose,
psicologiche ecc...
L’uomo primitivo sceglieva il cibo semplicemente in base
all’esigenza contingente di soddisfare il proprio senso di fame, e
spesso la presenza del cibo stesso era subordinata a fattori di
ordine geografico.
La
ricerca del cibo era molto dispendiosa dal punto di vista fisico e
poteva riguardare la quasi totalità delle attività giornaliere
dell’uomo.
Le
modificazioni del rapporto uomo – ambiente e i cambiamenti
culturali e comportamentali hanno fortemente influenzato
l’approccio dell’uomo al cibo ed hanno anche contribuito
all’insorgenza dell’obesità e dei disturbi da sovrappeso.
Il
passaggio ad una vita più sedentaria, il facile accesso al cibo
dovuto alle migliorate condizioni economiche, l’utilizzo sempre
minore della forza fisica grazie all’impiego di macchine molto
sofisticate, hanno portato l’uomo verso un bilancio energetico
positivo, cioè ad una condizione in cui l’apporto calorico è
eccedente rispetto al dispendio energetico.
"Ogni aumento di energia indotto da una assunzione di cibo, non
compensata da un identico aumento della spesa energetica, causa un
aumento delle riserve metaboliche e quindi del peso corporeo,
soprattutto per aumento della massa grassa, che rappresenta la
sede principale di deposito dell’organismo. Lo stesso risultato si
ottiene con
una
riduzione dell’energia in uscita non accompagnata da una
proporzionata riduzione dell’energia in entrata".
L’obesità è un problema sanitario carico di importanti conseguenze
personali, sociali e mediche.
Gli
effetti dannosi del peso superfluo sono ben documentati. L’obesità
è associata all’alta incidenza delle malattie cardiache, all’alta
pressione sanguigna, all’infarto, ai disturbi renali, ai calcoli
biliari e al
diabete.
Oltre ai problemi fisici, l’obesità ha gravi conseguenze
psicologiche come la depressione, la perdita di autostima, persino
l’oblio di sé, l’imbarazzo sociale.
Il
numero elevato di libri di diete, disponibili nel mercato,
testimonia la mancanza di una risoluzione definitiva al problema
dell’obesità. Le linee guida per il trattamento dell’obesità
prevedono, come primo approccio, l’adozione di protocolli
dietetici di varia natura associati a programmi di attività
fisica. Qualunque programma di dieta che non preveda una
modificazione delle abitudini alimentari e un regolare esercizio
fisico è destinato a fallire.
La
ricerca ha ormai da tempo dimostrato in maniera inequivocabile che
anche la dieta può essere una delle cause scatenanti l’obesità, in
quanto l’organismo, che si vede ridurre drasticamente le calorie,
comincia a compensare questa riduzione diminuendo la quantità di
calorie bruciate. Quando si interrompe drasticamente una dieta, il
meccanismo di compensazione che si era instaurato, porta ad
immagazzinare il maggior numero di calorie sotto forma di accumuli
di grasso. Proprio per questo motivo sono da sconsigliare le diete
troppo restrittive.
I
risultati migliori si ottengono con diete bilanciate, cioè con
deficit energetico controllato, che hanno una migliore compliance
a lungo termine, senza comportare rischi per la salute. La terapia
farmacologica con farmaci anoressizzanti è indicata per un numero
molto ristretto di pazienti selezionati, come anche la chirurgia
bariatrica. Sempre più spesso assieme a diete di vario genere
vengono utilizzati integratori dietetici in grado di facilitare
alcune funzioni alimentari, che risulterebbero compromesse dal
regime ipocalorico dimagrante. Lo scopo di questa dispensa è
quello di fare una presentazione schematica degli integratori
dietetici e dei prodotti erboristici, oggi presenti in commercio
valutando quelli che sono i loro meccanismi d’azione e le modalità
migliori di impiego.
ALIMENTI E NUTRIENTI
I
meccanismi coinvolti nella regolazione del peso corporeo sono
molto complessi ed ancora poco conosciuti; è chiaro che : "il
mantenimento di un peso corporeo stabile nasce da un preciso
equilibrio tra l’aumento di energia indotto dalle ossidazioni
biologiche dei nutrienti e la sua diminuzione dovuta alla spesa
energetica per lo svolgimento delle funzioni vitali " (Ravussin et
al., 1982).
Si
può definire fabbisogno calorico, la quantità di energia
acquisibile con l’alimentazione, necessaria a compensare la
perdita energetica di individui con dimensioni e composizioni
corporee compatibili con un buono stato di salute e che svolgano
attività fisica sufficiente a prendere parte alle attività della
vita sociale ed economica.
Il
fabbisogno energetico è determinato :
•
dalla spesa energetica necessaria al mantenimento del metabolismo
di base;
•
dalla termogenesi indotta dalla dieta;
•
dalla spesa energetica per l’attività fisica.
Il
metabolismo basale è in pratica la quantità minima di energia
necessaria all’organismo per mantenere le funzioni vitali.
Per
termogenesi si intende l’insieme delle condizioni che incrementano
la spesa energetica a riposo. Dopo l’assunzione di un pasto si
assiste ad un incremento della spesa energetica che varia fra i
differenti substrati nutritivi (il valore più alto viene
registrato per le proteine ed è pari al 10-35% dell’energia
ingerita). Molti studi hanno dimostrato che esiste una Termogenesi
Obbligatoria determinata dalla qualità e dalla quantità dei cibi,
dalle dimensioni del pasto, dal tempo che intercorre tra un pasto
e quello successivo, dallo stato di nutrizione e dal livello di
metabolismo di base dell’individuo. Esiste anche una Termogenesi
Facoltativa o Adattiva; legata all’attivazione del sistema nervoso
simpatico durante la digestione, l’assorbimento e l’utilizzazione
dei cibi.
Tra
i fattori che influenzano il fabbisogno calorico possiamo
distinguere tre gruppi :
•
Fattori fisiologici
•
Fattori ambientali
•
Fattori patologici
I fattori fisiologici comprendono
l’età, il sesso, la superficie corporea, la gravidanza e
l’allattamento. La spesa energetica nel lattante per esempio è
molto più alta che nell’adulto, considerata la quantità più
elevata di tessuto metabolicamente attivo nel primo, oltre che ad
un dispendio energetico maggiore dovuto a processi anabolici
legati all’accrescimento. Gli uomini avendo una massa muscolare
più sviluppata ed un tessuto adiposo minore rispetto alla donna
hanno un maggior metabolismo. La superficie corporea d’altro canto
influenza in modo direttamente proporzionale il metabolismo, tanto
maggiore è la superficie corporea tanto maggiore sarà il
metabolismo.
Tra
i fattori ambientali che influenzano il fabbisogno calorico
ricordiamo invece: il clima, l’altitudine e la temperatura
ambientale.
Un
aumento della temperatura ambientale ad esempio aumenta la
traspirazione e con essa la quota di energia dispersa con la
sudorazione, aumentando in questo modo la spesa energetica. Anche
l’abbassamento di temperatura provoca un aumento della spesa
energetica tramite il fenomeno della termogenesi indotta dal
freddo.
Anche alcuni tipi di condizioni patologiche sono in grado di
influenzare il fabbisogno calorico, tra queste ricordiamo: le
malattie endocrine (iper e ipotiroidismo), la malnutrizione, le
neoplasie, l’obesità, i traumi, le infezioni, le ustioni.
L’aumento di 1°C della temperatura corporea, in seguito a una
influenza ad esempio, provoca un aumento del 13% del metabolismo
basale.
Il
lavoro muscolare è un altro fattore molto importante nella
determinazione del dispendio energetico totale di un individuo. È
in grado di produrre un incremento che è funzione del tipo di
attività svolta, del tempo impiegato a svolgere tale attività ed è
proporzionale al peso del soggetto.
Il
fabbisogno calorico di un individuo è soddisfatto
dall’introduzione di alimenti. Fintanto che c’è equilibrio tra
l’apporto calorico e la spesa energetica il soggetto mantiene il
proprio peso. Sbilanciamenti in positivo o in negativo si
riflettono in oscillazioni di peso e di composizione corporea a
scapito della massa magra (metabolicamente attiva) ed a favore di
quella grassa (metabolicamente poco attiva). Nel prevenire e
curare condizioni di sovrappeso o peggio di obesità, è
particolarmente importante considerare quindi un adeguato apporto
calorico assieme alla giusta attività fisica.